Palazzo Mantegazza

Location: Lugano-Paradiso

Anno: 2008

Vincitore di un concorso voluto da Sergio e Geo Mantegazza, cui hanno partecipato alcuni tra i più prestigiosi studi internazionali, l’edificio è caratterizzato da un design ingegnoso e esclusivo, dove ricercatezza, tecnologia, coerenza, trasparenza e luce sono fuse in un’espressione di lussuosa e raffinata modernità: costituisce un luogo d’incontro e d’intrattenimento dove le attività commerciali e culturali si integrano con un’offerta residenziale di elevato livello. L’analisi del sito evidenzia tra gli altri due aspetti molto importanti per una corretta impostazione del progetto: l’ubicazione assolutamente privilegiata sul golfo di Lugano e la presenza di una strada di scorrimento molto trafficata che porta all’imbocco dell’autostrada. Sulla base di questi presupposti e del vincolo di concorso che prevedeva una tipologia ad angolo con un’altezza massima di 35,50 metri per 11 piani, è stato progettato un edificio che fosse in grado, con la forza dei suoi contenuti architettonici, estetici e funzionali, di marcare al meglio un importante comparto urbanistico.

Il progetto raggiunge, con l’adozione di una facciata altamente tecnologi a, fatta di cristalli e nuovi metalli, una leggerezza che ben si concilia con l’importante volumetria dell’edificio. Inoltre ricerca, attraverso la scelta dei materiali, il gioco delle trasparenze, dei riflessi e dei rimandi un inserimento armonioso con lo specchio d’acqua del lago e con l’ambiente circostante. Le parti di facciata non vetrate sono completate da una pelle di lastre di metallo inox con una particolare lavorazione della superficie in dialogo con le restanti parti dell’edificio. Queste lastre “lavorano” con la luce delle stagioni e delle ore in continue colorazioni diverse.

L’architettura delle facciate esprime due situazioni contestuali ben diverse tra loro. La facciata a lago ha uno spiccato carattere residenziale dove la presenza di “vele” vetrate ritma la lunghezza dell’edifico. Questi corpi aggettanti contengono ampie terrazze quasi un jardin d’hiver godibile tutto l’anno che diventano congiunzione tra il soggiorno e lo specchio d’acqua antistante. Quella sulla via con notevole percorrenza veicolare, denuncia con il diverso linguaggio architettonico, il cambio di destinazione. Uffici amministrativi e attività commerciali occupano tutta l’ala dell’edificio, approfittando anche di una larga visibilità. Interessante è il movimento di parte della facciata contenuto da un elemento che ne definisce e ne esalta il disegno. Anche il tema del tetto, quale quinta facciata, è sviluppato con veri giardini pensili, piantumati e arricchiti di superfici verdi con spazi pavimentati in doghe di legno, quasi una coperta a ricordare una tolda di nave.

Il progetto ha proposto al piano terra, oltre alle superfici commerciali, due grandi entrate dell’edificio: una commerciale e una seconda destinata ai residenti. L’entrata commerciale aperta su quattro livelli, quasi una “corte pubblica”, desiderio espresso dalla committenza attraverso il bando di concorso, elemento generoso e qualificante dell’edificio.

Il Progetto

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